Se penso ad Amsterdam inevitabilmente mi saltano alla mente tre cose: canali, donnine in vetrina e VINCENT VAN GOGH. Si, perché Vincent Van Gogh ancor prima di essere un inestimabile patrimonio storico, artistico e culturale mondiale è il più rappresentativo, influente e celebre esponente della pittura olandese.

Quale città più di Amsterdam poteva pertanto ospitare un museo nazionale interamente dedicato all’artista in cui sono custoditi alcuni tra i più straordinari capolavori del pittore?

La domanda a ben vedere è retorica.

Ciò che invece non è semplice retorica ma pura poesia espressa su tela è l’arte del Maestro Van Gogh. Apprezzo e stimo questo artista fin da quando ero piccola. Adoro la sua arte perché adoro l’artista: la sua complessità, i tormenti psicologici che hanno caratterizzato la sua breve vita, la totale dedizione, quasi sudditanza direi, ad ideali e passioni fanno dell’artista non solo un genio della pittura ma anche un personaggio dall’immortale fascino e carisma.

Ho divagato, e mi scuso per questo, ma la breve dissertazione voleva essere da sprone per chi si accingerà alla visita di Amsterdam: non dovete perdervi il Museo Nazionale Vincent Van Gogh perché sarebbe come mangiarsi una carbonara senza guanciale…spero di essermi spiegata.

Passiamo quindi a qualche dato pratico, meno interessante forse, ma sicuramente utile.

Il museo si trova proprio nella celebre piazza  dei musei, Museumplein, in Pauluspotterstraat n. 7  a poche decine di metri dallo Stedelijk Museum (museo di arte moderna e contemporanea internazionale) ed a poche centinaia dal Rijksmuseum (museo statale). Alle spalle del museo Van Gogh troverete anche la celebre scritta “I Amsterdam” tanto cara a tutti i selfier del mondo.

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Con i suoi 200 dipinti e 550 fra disegni e acquerelli, rappresenta una delle più grandi collezioni mondiali dedicate al pittore olandese; ospita anche oggetti personali e lettere scritte al fratello Theo, oltre alla collezione privata di Theo stesso.

Il Museo ha una struttura molto moderna, oserei quasi dire avveniristica. Dalla porta principale si giunge alle scale mobili che vi condurranno sino all’atrio in cui troverete audioguide, cartine del museo con tutte le indicazioni del caso, area guardaroba e uno shop per eventuali acquisti.

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Il percorso museale è strutturato nella seguente maniera=>

– Primo piano: “Ispirazione”

In quest’area troviamo oltre ad alcuni dipinti della scuola tradizionale ottocentesca un giovanissimo Van Gogh alle prime armi, per così dire, espresso in alcune nature morte. L’artista saprà trarre ispirazione dalla pittura ottocentesca, farla sua totalmente ed infine distruggerla in una vera e propria rivoluzione pittorica.

– Secondo piano: “Cinque Periodi”

Olanda (1880 – 1885)

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A questo periodo appartengono le scene di vita quotidiana. Van Gogh si interessa all’ambiente che lo circonda fatto di contadini, operai, fatto di povertà e talvolta miseria. Il dipinto più rappresentativo di questo periodo è sicuramente  “I Mangiatori di Patate” (in foto). Il dipinto illustra una famiglia di contadini a cena dopo una giornata di duro lavoro nei campi. L’opera trasmette tutta l’angoscia delle precarie condizioni di vita dei protagonisti della scena e crea un punto di rottura con la bellezza e la serenità della pittura olandese precedente. Van Gogh ne era molto orgoglioso, ma la schiettezza ed il realismo che ne scaturivano non piacquero ai suoi contemporanei che lo criticarono aspramente. Mi piace immaginare l’artista seduto in un angusto angolino di quella buia stanza, con le rosse sopracciglia aggrottate, intento a catturare ogni istante di quella dolce e al contempo raccapricciante scena.

Parigi (1886 – 1888)

Nel 1886 Van Gogh si trasferisce a Parigi dal fratello Theo, da cui dipendeva economicamente, e inizia per lui un periodo molto produttivo. A Parigi conosce molti artisti, primo fra tutti Gauguin con il quale inizierà una profonda relazione di amicizia ed artistica. Qui si dedica all’Impressionismo e la sua pittura si arricchisce e diventa densa, spessa, brillante. Di questo periodo sono le vedute della città (Montmartre, in particolare), la “Cortigiana” e il “Ponte dopo la Pioggia”, “Autoritratto con Cappello di Paglia” e “Fiori in un Vaso”.

Arles (1888 – 1889)

In questo periodo esploderà il Van Gogh che tutto il mondo conosce. Nel paesaggio caldo e assolato del sud della Francia, Van Gogh crea molti tra i suoi più celebri capolavori. Darà un taglio ai toni scuri dei periodi precedenti per lasciar spazio ai colori caldi della terra, rossi, gialli, verdi….e al contempo conoscerà le tinte forti e brillanti della notte, della passione e dei caffè notturni. Tra le opere più rinomate di questo periodo troviamo “Autoritratto”, “Campo di Grano”, “Camera da Letto” e il celebre “I Girasoli”.

Saint- Rémy (1889 – 1890)

f_067110.jpgQuesto è il periodo forse più triste della vita dell’artista olandese ed è anche quello che suscita maggior curiosità nello spettatote. In seguito ad un violento litigio con l’amico Gauguin circa la concezione dell’arte Van Gogh si mutila parte dell’orecchio sinistro. L’episodio investe il pittore facendolo piombare in una spirale di depressione e follia.
In depressione alterna attimi di gioia ad altri di dolore. Nei giorni felici dipinge paesaggi sereni ed immagini vivide; prime fra tutte “Iris” e “Ramo di Mandorlo in Fiore”. Quest’ultimo dipinto oltre ad essere di sconvolgente bellezza custodisce in sé un valore affettivo straordinario. Il dipinto infatti avrebbe dovuto essere un dono per la nascita del nipote, primogenito del fratello Theo. In realtà la scomparsa prematura del pittore gli impedì di realizzare il proprio proposito e persino di conoscere il piccolo nipotino che portava il suo stesso nome; nipote che, anni dopo, fondò il Museo Nazionale Vincent Van Gogh di Amsterdam ivi custodendo il proprio dono di nascita.

Auvers-sur-Oise (1890)

Nel suo ultimo anno di vita Van Gogh sembra guarito e si trasferisce in questo villaggio nei pressi di Parigi. Ma qui la sua malattia improvvisamente peggiora, e dipinge tormentati quadri astratti come “Radici d’Albero” e panorami foschi, come”Campo di Grano con Corvi”, l’ultima opera prima del suicidio a 37 anni, avvenuto, si dice, proprio in quel campo.

– Terzo piano: “Gli amici e i contemporanei”

Qui trovate opere minori dell’artista, incisioni illustrate dell’Ottocento, xilografie giapponesi e una collezione di dipinti di Monet, Pissarro, Gauguin e Cézanne, Corot e Bernard. Ci sono anche una biblioteca e dei computer collegati al sito web del museo.

Dopo tanta poesia parliamo pure dei costi dei biglietti.

I biglietti direi pure che hanno dei prezzi medio-alti…..più alti che medi in realtà:

  • Adulti, ingresso e tour multimediale: € 22,00
  • Adulti, solo ingresso: € 17,00
  • Bambini (0-17 anni): ingresso gratuito

Vi consiglio di acquistare l’audioguida e di fare pertanto il percorso multimediale che non solo vi aiuterà a comprendere a pieno la pittorica dell’artista ma anche ad entrare nel vivo della sua complessa personalità. Alcune nozioni acquisite grazie al percorso audioguidato rappresentano tutt’oggi un bagaglio conoscitivo di cui sto facendo tesoro.

Preacquistare i biglietti on line non vi servirà ad evitare le chilometriche file che 365 giorni l’anno si formano all’ingresso del museo. Esistono ben due file separate, una per chi ha preacquistato il biglietto e l’altra per chi deve ancora acquistarlo, tuttavia entrambe le categorie di avventori devono, prima di entrare,  passare  comunque per il botteghino dei biglietti quindi nessuno è esentato dalla fila!

Il museo pratica i seguenti orari di apertura=>

1 marzo – 1 Settembre e 27-31 dicembre:

Giornalmente 9:00 – 18:00, Venerdì fino alle 22:00

Resto dell’anno: 

Giornalmente 9:00 – 17:00, Venerdì fino alle 22:00.

Cercate di raggiungere il museo in tempi non sospetti evitando accuratamente le ore di punta e preferendo l’orario di apertura (meglio appostarsi all’ingresso prima dell’apertura) o un paio di ore prima della chiusura….e che il cielo ve la mandi buona!

Una visita completa durerà all’incirca due ore. All’interno del museo troverete anche un coffee-restaurant che però pratica prezzi da ristorante con 3 stelle Michelin!

Spero che le informazioni vi siano state utili. Se vi va date anche un’occhiata agli altri post relativi ad Amsterdam (Amsterdam e Red District: alloggiare nel quartiere a luci rosse, Amsterdam: le 5 più imperdibili attrazioni della città) e al post relativo al museo Kroeller Mueller che custodisce la seconda collezione privata più vasta al mondo di opere di Van Gogh oltre a decine di altri capolavori di pittura e scultura.

Al prossimo post!

Luana

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