La nostra avventura sulla Baia di Halong ha avuto inizio con della festosa e rinfrescante welcome fruit presso il porticciolo della Aphrodite Cruise. Chi se lo fosse perso è invitato a leggere il post in cui parlo diffusamente di questa magnifica compagnia.

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Al nostro arrivo le addette all’accoglienza, dopo aver regolarmente ritirato i nostri bagagli, ci hanno fornito la scheda con il programma completo dei due giorni in baia nonché il menù completo dei pasti a bordo.

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Completate le formalità d’imbarco siamo finalmente saliti a bordo. Ammetto in quel momento di aver provato un’irrefrenabile contentezza….una gioia quasi fanciullesca…insomma non stavo letteralmente nella pelle!

Una volta  a bordo  ci hanno radunati nella sala da pranzo dove ci hanno introdotto nel fantastico mondo di Halong Bay spiegandoci compiutamente e nel dettaglio come sarebbe stata scandita la permanenza sulla baia.

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Fatto ciò, e dopo aver preso possesso della nostra incantevole cabina, ci portiamo nella sala dove viene servito il pranzo.

I pasti a bordo della Aphrodite Cruise si sono, col senno di poi, rivelati i migliori fatti nell’arco dell’intero viaggio in Vietnam.

Terminato il pranzo è già ora di partire per la prima “spedizione punitiva”: Hang Sung Sot (Grotta delle Sorprese). Abbiamo raggiunto la grotta a bordo dello scafo messo a disposizione dalla compagnia.

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Una volta attraccati ci siamo incamminati su per l’isolotto calcareo attraverso stretti e ripidi scalini rocciosi (all’incirca 1000). Una volta giunti all’ingresso dell’antro roccioso si è spalancato dinnanzi a noi un luogo magico e ci è stato subito più chiaro il motivo di un così particolare nome…GROTTA DELLE SORPRESE….

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La Hang Sung Sot, come le altre grotte della baia del resto, è stata scavata dall’azione millenaria delle onde e del vento e presenta sedimentazioni (stalattiti e stalagmiti) di tutto rispetto. Tali sedimentazioni talvolta hanno assunto forme del tutto particolari: scimmiette, serpenti arrotolati, teste di elefante e perfino una particolare forma fallica considerata dagli isolani simbolo di fertilità. A rendere ancor più incantevole il luogo sono i variopinti fasci di luce disseminati in tutta la grotta in punti assolutamente strategici.

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Per questa escursione, che dura all’incirca 1 h, consiglio abiti comodi e possibilmente scarpe da trekking o comunque scarpe che facciano aderenza su suolo sdrucciolevole.

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Tornati a bordo, giusto il tempo di scattare qualche foto a prua, si riparte per il giro in Kayak. Per chi non sapesse di cosa si tratta mi riferisco a quella canoa di forma allungata a due remi. Chiunque, anche i più maldestri e goffi, possono cimentarsi nel giro in kayak. Io e mio marito non ce lo siamo fatti ripetere e tra un giro in barca a remi con traghettatore e un giro in kayak in autonomia ovviamente abbiamo optato per il secondo. Le acque verdi e placide si lasciano accarezzare con facilità dai lunghi remi e tra una remata di troppo, una in meno, una deviazione non voluta e qualche scontro tra kayak, passiamo al di sotto di un antro roccioso e ci affacciamo in quella che forse è uno degli spettacoli naturalistici più stupefacenti al mondo: una laguna verdissima circondata da pareti rocciose e abitata solo da macachi. 

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Non mi vergogno a dire che in quel luogo, dove il sovrano silenzio è rotto solo dall’allegro scorazzare di simpatiche scimmiette, ho quasi pianto di felicità; la felicità di riscoprire i miei pensieri in un luogo ove regna la quiete, felicità di sentirsi parte di qualcosa di grande e meravigliosamente semplice, la felicità di sapere che su questa Terra (SI, QUESTA TERRA) esiste ancora qualcosa di sacro e immutabile. Ho voluto rispettare l’autenticità di quel momento decidendo di non portare con me cellulare né macchina fotografica. Mi auguro comunque che queste mie parole non ve ne facciano sentire la mancanza.

Anche questa escursione richiede abbigliamento comodo e leggero e, considerato che ci si bagna non poco, è preferibile evitare di portare con sé oggetti o capi che possano danneggiarsi.

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La notte cala anche sulla Baia di Halong ed è tempo di gustarsi lo spettacolo del tramonto. Al calar del sole il programma prevedeva un festoso happy hour con tanto di aperitivo da gustarsi sulla cima della Aphrodite Cruise ammirando il calar del sole. Un altro momento magico…uno di quei momenti che ti riconciliano con la vita.

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L’aperitivo si è svolto in una atmosfera serena e rilassata scambiando, faticosamente direi, quattro chiacchiere con i “colleghi turisti” provenienti dall’Ungheria.

Terminato l’aperitivo e prima di apprestarci al pasto serale, abbiamo assistito ad una divertente lezione di cucina vietnamita. La lezione consisteva, molto semplicemente, nell’illustrarci in che modo andassero arrotolati gli involtini primavera vietnamiti. Per chi non li conoscesse si tratta di involtini in carta di riso cruda, semplicissimi da preparare e decisamente più leggeri dei parenti cinesi. L’equipaggio ha saputo coinvolgere tutti (ma davvero tutti) nella lezione che si è rivelata non solo utile ma anche divertente.

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La cena ha rappresentato per me e mio marito un momento che porteremo per sempre nel cuore. Ultimato il pasto le luci della sala si sono spente e sulle note di “nothing’s gonna change my love for you” l’intero equipaggio ha fatto ingresso in sala portando con sé candele colorate, piccole sculture realizzate con la frutta e una strepitosa torta con tanto di candela scintillante. Lì per lì, pur apprezzando quella sorta di esibizione, non né capivamo il motivo. Il motivo si è fatto chiaro quando si sono diretti verso di noi appoggiando sul nostro tavolo tutti quegli oggetti sui quali veniva riportata la scritta “happy honeymoon”. In un bagno di applausi e congratulazioni io e Massimiliano ci siamo stretti con lo staff in un caldo abbraccio…è stato un momento tenero, come ci si può in così poco tempo sentire tanto vicini a persone tanto lontane?

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E’ con questo dolce interrogativo che la sera ci siamo addormentati. Un abbraccio spontaneo, un sorriso amichevole, una parola scambiata senza motivo con un perfetto sconosciuto….quante cose ho scoperto, e riscoperto, in Vietnam.

Al prossimo post!

Luana

 

 

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