Qualcuno potrà trovarlo assurdo, altri tedioso, altri ancora blasfemo ma dal mio punto di vista il cimitero monumentale di Père-Lachaise ha un non so che di romantico e melanconico che in qualche modo riesce a scaldare il cuore anche nelle più fredde giornate parigine.

Père-Lachaise è uno dei più grandi parchi cimiteriali monumentali al mondo e sicuramente il più visitato. Situato nel 20° arrondissement di Parigi si estende per ben 43 ettari e custodisce oltre 70.000 tombe.

Non prendetemi per una pazza invasata né tantomeno per una conoscitrice ed estimatrice dell’architettura cimiteriale (a dir la verità non me ne intendo affatto), semplicemente mi sono gustata la visita al cimitero come si gusta la visita ad un caro amico che non si vedeva da anni ma che si ha sempre il piacere di rincontrare.

Si, la visita a Père Lachaise è proprio questo, un incontro tra anime: le anime dei curiosi visitatori e le anime immortali delle migliaia di personalità note che lì riposano.

Badate bene, non vi è nulla di nemmeno lontanamente mistico-religioso in quello che sto dicendo. Semplicemente con questo post vorrei fornirvi uno spunto a mio avviso interessante circa quella che potrebbe essere una delle visite più singolari ed emotivamente importanti che farete a Parigi. Forse non serve che aggiunga che è un’attività a costo zero…..ma lo farò lo stesso, anzi…. l’ho già fatto.

All’ingresso del cimitero troverete un cartello su cui è riportata la cartina del parco cimiteriale: in essa vi vengono segnalate le tombe dei nomi più celebri; tanto per citarne alcuni: Maria Callas, Oscar Wilde, Gioacchino Rossini, Camille Pissarro, Edith Piaf, Fryderyk Chopin, Jim Morrison e tanti, tanti altri.

In un turbinio di stradine, sentieri, giardini e aiuole sono custoditi i resti di personalità che con il loro ingegno, l’estro e la dedizione hanno saputo delineare la storia dell’umanità nei tratti che noi tutti conosciamo.

Cartina alla mano è facile perdersi tra i tanti vicoletti e le migliaia di tombe monumentali per poi ritrovarsi dinnanzi al fatiscente loculo del “blasonato chitarrista” al cui cospetto ogni anno migliaia di irriducibili fan si prostrano arrivando perfino a denudarsi o peggio a rubare (si, rubare avete capito bene) i fiori del “vicino di tomba”, tal Chopin, per omaggiare il loro idolo.

O ancora non vi sarà difficile imbattervi nell’imponente struttura sotto cui riposa il GENIO, il DANDY, l’ARTISTA per eccellenza Oscar Wilde. Ammirare la sua effigie e comprendere a pieno con quale straordinario lascito mi abbia arricchito….CI abbia arricchito.

Raggiungere Père-Lachaise non vi sarà affatto difficile considerato che vi è una fermata metro che porta proprio il suo nome e che vi lascerà dinnanzi all’ingresso principale del cimitero.

Potete scegliere di rifuggire o vivere questa esperienza ma perché privarsi di cotanta romantica decadenza?

Al prossimo post!

Luana

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2 thoughts on “Parigi e Père-Lachaise: tra decadenza e romanticismo

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