Eccomi con la seconda parte del post relativo ad alcune curiosità e amenità sul Vietnam. Se non lo avete ancora fatto vi invito a leggere la prima parte del post.

1.Guidare in Vietnam. Premetto che, come ho già detto più volte, non amo guidare su suolo straniero. Questa mia avversione si rafforza ogni qual volta mi si presentano situazioni di traffico simili a quella del Vietnam. Fidatevi se vi dico che neppure il più elementare principio o la più basilare delle regole vengono osservati dagli utenti della strada vietnamiti. Che siano pedoni, ciclisti, taxisti, autisti per professione, necessità o diletto non vi è nessuno che osservi una condotta di guida minimamente regolare. I sorpassi a destra sono la regola così come ignorare i segnali di stop, le strisce pedonali ed il semaforo rosso, viaggiare in motorino in quattro, talvolta in cinque, trasportando altresì carichi di particolare ingombro e peso. Tutto questo marasma è farcito da un uso forsennato del clacson che contribuisce a rendere la situazione ancor più caotica e snervante.  Il Vietnam è anche paese di contraddizioni; la polizia locale è molto attenta a far osservare i limiti di velocità cui tutti si attengono con diligente scrupolosità onde evitare multe salatissime! IMG_20160920_165939.jpg2.La bellezza femminile. Una delle primissime domande che mi sono balenate in testa una volta giunta in Vietnam è: perchè mai con 40 gradi all’ombra ed un tasso di umidità pari al 90% la gran parte delle donne se ne va in giro coperta da capo a piedi, mani e piedi compresi? Sul momento mi sono autoimposta una spiegazione pseudo medico-scientifica secondo cui gli indumenti fungerebbero da barriera termica contro il calore e da scudo contro l’inquinamento dell’aria (un pò come accade con i Tuareg del deserto). Questa mia tesi è stata in gran parte smontata da una delle nostre guide vietnamite, la spumeggiante Chanel, la quale ci ha spiegato che l’abitudine di coprire tutto il corpo, talvolta con più strati, è prettamente legata al gusto estetico di preservare l’incarnato quanto più pallido possibile. Non solo la donna diafana, secondo il gusto estetico vietnamita, è più bella ma riuscirà altresì a preservare freschezza e giovinezza più a lungo. La pelle scura per i vietnamiti porta con sé tutta una serie di retaggi come ceto di appartenenza, povertà, precarie condizioni di vita ecc. ecc. pertanto ha dei connotati assai negativi. IMG_5268.JPG3.Cibo di strada. Senza ombra di dubbio uno degli aspetti più caratteristici del Paese è l’abitudine dei vietnamiti di mangiare per strada. Nonostante sia una persona che non fatica ad adeguarsi ad usanze e costumi altrui devo ammettere che in taluni casi ho mostrato un pò di insofferenza verso questa particolare usanza  e ciò in particolar modo a causa delle a volte precarie condizioni igieniche in cui questi pasti vengono consumati. Da nord a sud del paese, città o villaggio che sia, lo streetfood è una costante. Che si tratti di un piccolissimo locale con qualche mini-tavolino e mini-sedia collocata al suo esterno, che si tratti di qualche pentola o contenitore posizionato in terra in qualche angolo di strada o ancora carrelli porta vivande in movimento, pasteggiare per strada ad ogni ora del giorno è una costante in Vietnam. Se amate immedesimarvi negli usi locali vi invito solo a prestare molta attenzione a dove e cosa mangerete. Evitate pietanze crude, bibite con ghiaccio e locali di fortuna improvvisati  in qualche abitazione privata. 

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IMG_4688.JPG 4.La lotta fra galli. Girando per gli antichi quartieri di Hanoi ci siamo resi conto che qua e là per strada erano presenti alcune gabbie con all’interno dei grossi galli dalle lunghe zampe e lunghissimi artigli con a fianco alcuni uomini seduti come in attesa. Sul momento ho pensato che la triste sorte del poveretto fosse quella di essere venduto per poi finire in chissà quale pentolone. In realtà la sorte che attende questi poveri animali è ancora più triste. In Vietnam è praticata la lotta fra galli. Per meglio dire….la pratica è stata bandita dallo stato vietnamita che ha reso illegale il combattimento tra animali. Questo divieto ha portato con sè una drammatica conseguenza. Mentre prima del divieto i combattimenti duravano a lungo e a perdere era il gallo che per tre volte abbandonava il campo di combattimento adesso per accelerare i tempi ed evitare di essere “beccati” dalla polizia i proprietari dei malcapitati pennuti applicano alle zampette dei loro “atleti” una sorta di sperone atto a ferire a morte l’avversario. In questo modo il combattimento si esaurisce nell’arco di pochi minuti e comporta sempre il decesso di uno dei due galli. Lungo le rive del Mekong, dove i controlli sono carenti (inesistenti, direi) i combattimenti si svolgono sempre alla vecchia maniera. Abbiamo potuto assistere ad un allenamento che aveva lo scopo preciso di valutare le prestazioni e le capacità degli “atleti”….davvero singolare. IMG_20160927_150456.jpg5.I serpenti. In Vietnam i serpenti sono molto diffusi. In particolar modo vi è abbondanza di cobra e pitoni. Complici la vegetazione ed il clima il rettile strisciante si riproduce con una certa facilità. Con altrettanta facilità i vietnamiti hanno saputo elaborare diverse soluzioni d’uso dell’animale facendo come sempre di necessità virtù. La carne di serpente è considerata di gran lunga più appetibile di quella bovina, caprina o suina. Mi scuso se quello che sto per scrivere potrà turbare la sensibilità di qualcuno tuttavia fingere che certi costumi non esistano di certo non li rende meno capillarmente diffusi. In tutto il Vietnam sono presenti ristoranti in cui è possibile mangiare la carne di serpente. Si tratta di un vero e proprio rito. Il cliente sceglie l’animale da una teca (proprio come noi occidentali ci scegliamo l’aragosta migliore dalla vasca d’acqua). L’animale viene portato in tavola ancora vivo e con un taglio netto gli viene asportata la coda. Dopodichè si lascia che il sangue del rettile coli all’interno di una bacinella per poi essere bevuto dai commensali. Esaurita questa pratica il serpente viene sventrato e privato del suo veleno (se velenoso). Poche gocce di veleno vengono fatte assaggiare agli avventori sciolte all’interno di un bicchiere di grappa. Qualora l’intruglio non provochi malessere nel cliente lo stesso potrà ingerire per intero la “sua dose” di veleno. Esaurita anche questa fase il serpente, o meglio ciò che ne rimane, viene portato in cucina per essere cucinato secondo ricette tipiche vietnamite. Con il serpente viene anche realizzata la grappa mediante infusione dell’animale nella sostanza alcolica….ambasciator non porta pena….IMG_20160928_103146.jpg

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Al prossimo post!

Luana

5 thoughts on “Curiosità sul Vietnam: alcune cose da sapere prima di partire alla volta del paese. Parte II.

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