Il nostro tour del Vietnam prosegue con l’escursione in quella che a detta di molti, e anche a mia detta aggiungerei, è l’ottava meraviglia del mondo: LA BAIA DI HALONG.

La baia si trova in provincia di Quang Ninh a circa 150 km. ad est di Hanoi, non molto distante dal confine con la Cina, e può essere raggiunta quasi esclusivamente con mezzi privati. Della difficoltà di reperire mezzi pubblici in Vietnam ho già parlato nei precedenti post sul Vietnam.

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Vi è una sola lunghissima strada che congiunge l’aereoporto di Hanoi ad Hanoi ed infine alla Baia di Halong. Questa strada è in parte qualificata dai Vietnamiti come autostrada. Vi è infatti un casello in cui pagare pedaggio tuttavia la strada in questione difetta di tutti i requisiti e standard europei per assurgere ad autostrada: non vi sono corsie di emergenza ed accelerazione, non vi sono autogrill e guard-rail, è frequentata anche da motocicli di piccola cilindrata ed ai suoi lati la vita si svolge come si trattasse di una qualunque strada cittadina….insomma tutto sembra fuorché di trovarsi in una autostrada.

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Se c’è una norma stradale cui i vietnamiti si attengono scrupolosamente è il rispetto dei limiti di velocità; limiti che perfino in autostrada sono assai ridotti considerato che non si può viaggiare a più di 80 km. orari. Pertanto, complici traffico e limiti di velocità, per raggiungere la Baia partendo da Hanoi non si impiega meno di 4, 4 e 1/2 ore….beh, sì….per percorrere solo 150 km. ci si impiega una mezza giornata ma vi assicuro che la vostra attesa sarà ripagata abbondantemente. Noi siamo partiti all’incirca alle 8 del mattino e siamo arrivati alla baia intorno alle 12,30 con solo una sosta di circa 15 minuti presso un celebre negozio di manufatti vietnamiti preso letteralmente d’assalto dai turisti di tutto il mondo che lì vengono condotti dalle proprie guide locali.

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Ho affrontato il viaggio verso Halong Bay affacciata al finestrino della nostra auto nel tentativo di cogliere ogni particolarità, ogni sfumatura, ogni diversità e dopo 150 lunghissimi chilometri di campagna, villaggi, baracche, volti arsi dal sole e amenità varie, si spalanca dinnanzi a noi quel meraviglioso scrigno colmo di preziosità naturalistiche che è la Baia di Halong.

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Nell’immediato ho avuto come la sensazione di entrare in una di quelle noiosissime aree da beach club in cui ricchi magnati investono il loro capitale in pomposi hotel e resort a cinque stelle. I cantieri aperti lungo il porticciolo della baia non si contano e tra qualche anno temo che il fascino della selvaticità della natura lascerà spazio ad un unico ed insulso agglomerato residenziale come ce ne sono tanti sparsi per il mondo.

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La nostra guida di Hanoi, il simpatico e gioviale Hung, ci ha spiegato come negli ultimi anni la Baia sia stata presa di mira da ricchi investitori provenienti da tutto il mondo che vedono nel luogo un’importante risorsa per le proprie speculazioni immobiliari.

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In realtà l’unico vero, straordinario ed incommensurabile patrimonio di Halong Bay è quello naturalistico con le sue oltre 2000 isolette calcaree per la gran parte abitate solo da piccoli mammiferi, perlopiù macachi; è il patrimonio degli indigeni con i loro sorrisi cortesi e sinceri; è quello delle sue acque verdi, placide e calde; è quello dei suoi tramonti rosa e delle sue albe chiare.

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Questo è il ricordo che voglio custodire dei due giorni trascorsi sulla baia….un ricordo dolce e romantico, un ricordo di spensieratezza ed incontenibile gioia, il ricordo di persone fantastiche, spontanee e gioviali….

Per tutti i dettagli relativi ai nostri due giorni sulla baia vi rimando ad un successivo post che conto di mandare on line nell’arco di pochissimi giorni. Vi racconterò delle incredibili avventure che abbiamo vissuto fornendovi spunti e suggerimenti di tipo pratico.

Spero il post abbia incontrato il vostro favore. Vi invito, se vi va, ad iscrivervi al blog e a seguirmi sui diversi socials.

Al prossimo post!

Luana

 

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4 thoughts on “La Baia di Halong. Two days in Halong Bay. Parte I

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